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Informazioni Bancarie: chi vi può accedere?

Il tema delle informazioni bancarie è senza alcun dubbio delicato, considerate le innumerevoli notizie che i rapporti intrattenuti con un istituto bancario sono in grado di offrire.

Basti pensare, ad esempio, allo strumento finanziario più comunemente utilizzato, il conto corrente, per comprendere la mole di notizie che è in grado di offrire: dalle entrate mensili percepite sino ai movimenti effettuati.

Tutte queste serie di informazioni sono contenute nella cosiddetta “anagrafe dei rapporti finanziari”, dove gli istituti di credito sono obbligati a comunicare tutti i dati dei propri clienti:

  • dal codice iban
  • ai movimenti
  • al saldo presenti sul conto corrente.

La creazione di questa sorta di archivio è stata istituita, in primis, per combattere un atavico problema che affligge il nostro paese: l’evasione fiscale.

Se ti può interessare, abbiamo anche scritto una guida dedicata alle indagini bancarie.

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Anagrafe dei dati finanziari: chi può accedere alle informazioni bancarie?

Grazie a questa anagrafe è possibile pertanto verificare puntualmente, ad esempio, se la movimentazione del conto corrente di un libero professionista coincide con quanto indicato nella dichiarazione dei redditi annuale, piuttosto che verificare l’esatta corrispondenza tra gli accrediti ricevuti nel conto corrente e le fatture emesse.

Tutta una serie di operazioni che consentono all’Agenzia delle Entrate di poter combattere, in modo puntuale e celere, l’elusione fiscale presente in Italia. 

Ma chi ha accesso l’anagrafe dei dati finanziari di una persona?
Solo l’Agenzia delle Entrate o anche dei soggetti privati?

I dati finanziari di un cliente, in alcune dettagliate e circoscritte circostanze, possono essere resi noti anche ad un soggetto privato:

Chiunque vanti un credito nei confronti di una persona può accedere all’anagrafe dei rapporti finanziari e venire a conoscenza nel caso in cui il debitore intrattiene un rapporto di conto corrente. 

Per accedere a questa tipologia di informazione, particolarmente delicata che tocca tangibilmente la sfera della privacy di ogni singolo soggetto, è indispensabile che il creditore disponga di un titolo esecutivo dov’è certificata l’esistenza e l’entità del proprio credito.

Il caso più ricorrente, in tal senso, è il pignoramento presso terzi”, ovvero quella procedura con cui il creditore procede all’esecuzione forzata dei beni del debitore che si trovano in possesso di un soggetto terzo al rapporto creditorio. 

In alternativa al “pignoramento presso terzi”, il creditore può presentare uno dei seguenti documenti:

  • sentenza di condanna al pagamento di una determinata somma di denaro, a patto che il giudice di secondo grado non ne abbia sospeso l’efficacia;
  • un titolo esecutivo protestato, indipendentemente dal fatto che sia una cambiale piuttosto che un assegno;
  • un’ingiunzione di sfratto con l’ordine di pagare i canoni arretrati;
  • decreto ingiuntivo non opposto nei 40 giorni dai quali è stato notificato. 

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Centrale Allarme Interbancaria

Altre informazioni bancarie assai sensibili, poi, sono reperibile tramite la Centrale di Allarme Interbancaria, nota agli addetti ai lavori col nome di CAI, uno strumento che è in grado di fornire importanti notizie sullo stato di un assegno o di una carta di pagamento.

La missione principale di questo archivio è quella di sanzionare e prevenire l’utilizzo anomalo degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, al fine di aumentare la fiducia dei consumatori nei riguardi di questi strumenti finanziari. 

In questo archivio vengono registrate, ad esempio:

  • le generalità dei soggetti che hanno emesso assegni scoperti o quelli ai quali è stata revocata una carta di credito;
  • gli estremi afferenti al titolo o allo strumento segnalato, come il numero dell’assegno piuttosto che la codifica di sedici cifre identificatrici della carta di credito. 

Le informazioni bancarie presenti nella CAI, però, possono essere consultate nella loro interezza solo ed esclusivamente dagli istituti di credito o dagli enti finanziari: persone fisiche o giuridiche, infatti, possono accedere solo tramite un’apposita richiesta da inoltrare alla banca centrale nostrana, Banca d’Italia, online oppure in formato cartaceo, esclusivamente per venire a conoscenza dei propri dati. 

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